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Venti migranti e un uliveto da far rinascere: a Massa arriva l’Olio del Cuore per la ricerca

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Un progetto di integrazione e recupero ambientale: 20 richiedenti asilo cureranno l’uliveto dell’Ospedale del Cuore per produrre un extravergine a chilometri zero.

 

Redazione
29 maggio 2023

MASSA – Integrazione e recupero del patrimonio ambientale in un solo progetto: l’Olio del Cuore. È quello che produrranno 20 giovani migranti in un uliveto di proprietà della Fondazione Monasterio a monte dell’Ospedale del Cuore di Massa, centro di eccellenza cardiologica. Il progetto pilota coinvolge Fondazione Monasterio e Prefettura di Massa Carrara e si è concretizzato con la firma di un protocollo d’intesa alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani.

Il progetto prevede il recupero di un uliveto di circa 7 ettari con 395 piante che torneranno a essere coltivate. Con le olive di Fondazione Monasterio sarà prodotto l’Olio del Cuore, un extravergine a chilometro zero destinato a finanziare la ricerca. A occuparsi della sistemazione dell’area, nel segno dell’integrazione, saranno 20 migranti ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria sul territorio provinciale.

La Prefettura, oltre a selezionare i migranti, per tutta la durata del progetto svolgerà un ruolo di coordinamento e monitoraggio. Monasterio, anche avvalendosi della collaborazione dei Comuni e di alcune aziende del territorio, garantirà il supporto logistico, fornirà le attrezzature necessarie e assicurerà ai 20 partecipanti al progetto la preparazione tecnica. I migranti seguiranno infatti corsi di pulitura dei terreni, coltivazione e potatura delle piante e sicurezza sul lavoro. Un percorso formativo riconosciuto che garantirà loro, a conclusione dei corsi, una certificazione regionale.

La prima fase progettuale proseguirà fino all’autunno per la raccolta e spremitura delle olive e fino alla produzione delle prime bottiglie di Olio del Cuore, ma è intenzione dei promotori proseguire affidando ai migranti la cura dell’uliveto anche nei mesi successivi per garantire la produttività e il recupero dell’area. Al termine dei corsi di formazione Monasterio metterà a disposizione borse lavoro che consentiranno di continuare la coltivazione del terreno.

Un progetto pilota che non solo favorirà l’integrazione sul territorio di 20 migranti ma permetterà di recuperare un’area verde. I sette ettari, infatti, non soltanto torneranno produttivi ma saranno riqualificati per la fruizione da parte dei cittadini e per ospitare una nuova casa accoglienza che possa alloggiare i familiari dei piccoli pazienti dell’Ospedale del Cuore e creare intorno a loro un ambiente il più possibile familiare.